Giorgio Barbagallo

Il vero karate non è quello che vedi nei film. Non sono calci volanti, combo appariscenti, o girare a mezz’aria. Il vero karate è semplice, diretto e sì, a volte brutto.

In un vero confronto, non c’è tempo per la teatralità. Un colpo all’inguine tagliente, un cavo improvviso agli occhi, un brutale pugno alla gola non sono tecniche fantasiose, ma possono fermare un aggressore all’istante. Questa è l’essenza della legittima difesa: porre fine alla minaccia e sopravvivere.

Il karate ci insegna a colpire i punti deboli, non a impressionare la folla.

Non c’è onore nel perdere una lotta perché cercavi di sembrare figo.

Il vero karate è costruito sulla praticità. Si raffina attraverso la ripetizione, la disciplina e la mentalità che se costretti ad agire, si fa il necessario velocemente, feroce e definitivo.

Non è bello. Non è per spettacolo.

È per la vita vera.

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