
GBS (foto tratta dall’articolo rivista Samurai anno 2010)
Alle 2 del 31 luglio il M° Beppe Perlati (classe 1943) si è spento all’ospedale di Bologna, la sua città natale.
Le concomitanza della vita… oggi 31 luglio del 1937 nasceva a Nagasaki il suo maestro Hiroshi Shirai, deceduto il 9 ottobre 2024.
Sul libro “La storia del karate italiano, una storia esemplare” di Ennio Falsoni 2° volume (dal 1978…) ho ripreso un “vecchio” curriculum che ritengo più appropriato alla figura dell’amico scomparso Beppe: “Giuseppe Perlati, detto Beppe, va senz’altro considerato come uno dei ‘grandi vecchi’ del karate. Non certo per l’età avanzata – è nato nel 1973 – ma per la sua lunghissima militanza e per le sue notevoli capacità che l’hanno portato a essere sempre un punto di riferimento inamovibile di una larga fetta del karate italiano.
Beppe Perlati karateka nasce con l’arrivo del maestro Hiroshi Shirai in Italia. E’ la colona portante del karate in Emilia, e in beve tempo, diviene il braccio destro del maestro. Per anni e anni dire Shirai equivale a fare Perlati e viceversa. Ciò non toglie che la forte personalità di Beppe sia rimasta sempre immutata: uomo serio e concreto, ha fatto di queste doti un’arma, una filosofia che non ha mai smesso di seguire.
Ricordo che ai tempi travagliati della Fikteda ebbe a dirmi, a proposito di quello che era conosciuto come il “gruppo Shirai” di cui lui era leader, pressappoco così: ‘noi abbiamo le idee chiare su come vogliamo il karate; e noi seguiamo le nostre idee; appoggiamo chi le propugna; ma se questi cambia idea, noi non lo seguiamo più. Si tratta solo di coerenza’.
Buon esecutore di kata, buon combattente e soprattutto ottimo tecnico, Beppe Perlati è da sempre il “politico” del suo gruppo. Conoscendolo, sappiamo che è un lavoro che gli pesa, ma che comunque svolge con estrema serietà e senso del dovere. Allergico ai bizzantinismi e ai giochi di corridoio nei quali, suo malgrado, si trova spesso coinvolto, ha la forza di andare sempre diritto allo scopo. Riteniamo però che lui si ritrovi di più nel Beppe ‘privato’ ironico, amante della buona tavola e delle belle donne, e nel ‘Beppe’ karateka, essenziale, severo il giusto, rispettoso della tradizione che non nel ‘politico’. Proprio per questo, si destreggia tra gruppi, correnti e federazioni, non possiamo che considerarlo un ‘saggio’ al servizio del karate”.
Caro Beppe, ti ricordo con le tue parole espresso al telefono qualche giorno fa: “… ciò che abbiamo fatto bene o male, è stato fatto con il cuore (ishin den shin).
Che il Cielo sia generoso!
Gsb