
Bruno Da Boit
Ritengo superfluo affermare che tutte le applicazioni tecniche dei Kata debbono essere praticabili in situazioni reali, frenetiche, di stress e quindi confusionali, ecc. Pertanto se vogliamo interpretare correttamente i Kata, dobbiamo prima, conoscere appieno la complessa natura dei combattimenti reali. La maggioranza dei Bunkai che vengono insegnati, hanno solo il preciso scopèo di analizzare le tecniche del Kata sotto l’aspetto della perfezione tecnica, posturale ecc., quindi niente a che vedere con le applicazioni reali, che invece saranno brutte, confusionarie ecc. Questo perché, gran parte di quello che viene insegnato come “applicazione reale”, è troppo elaborata per essere efficace nella frenesia di un combattimento reale. Pertanto non sarà sufficiente che un’applicazione si adatti al Kata, come non è sufficiente che causi dolore al partner d’allenamento che sta fermo aspettando che la tecnica venga applicata, (metodo in uso spesso e volentieri da Maestri giapponesi), pertanto possiamo tranquillamente affermare che le tecniche devono essere applicabili in un concitato combattimento reale. Quindi, osservate le applicazioni e chiedetevi: questa combinazione tecnica potrei applicarla anche in condizioni di stress estremo? E’ una combinazione semplice o è troppo complessa? Sarà possibile effettuarla contro un aggressore non collaborativo e probabilmente più forte fisicamente? E’ una tecnica da usare contro attacchi violenti effettuati da persone non addestrate o è una tecnica di Karate predeterminata? Probabilmente a volte, non avere nessuna applicazione è meglio che avere un’applicazione inefficace. Detto questo, interpretare il Kata in modo inefficace è fargli un pessimo servizio, e inoltre vi colloca in una posizione sfavorevole. Per garantirci che un’applicazione sia realmente praticabile, è importante allenarla nel modo più vicino alla realtà, fintanto che la vostra incolumità lo permetta. E’ importante, per coloro che praticano Karate-Jutsu, che queste regole siano prese in seria considerazione quando ci si allena cercando i significati dei movimenti dei Kata. Prima di proseguire nell’analisi delle informazioni che i Kata contengono, è importante capire esattamente a cosa servono. Diciamo che il Karate è una tradizione civile, quindi anche i metodi di combattimento registrati nel Kata sono da usare in ambito civile. Le applicazioni dei Kata di Karate sono per essere usate contro persone violente e non addestrate, non certamente contro un guerriero in un campo di battaglia o contro un partecipante ad una competizione sportiva. Per essere chiari e rendere l’idea, due civili in una rissa in strada a Okinawa, impiegano gli stessi metodi di due civili che combattono in una città moderna. Pertanto, come ho già detto, per comprendere ed applicare i metodi contenuti nel Kata, è necessario comprendere la natura del combattimento civile.
PS So che sto rompendo i cosidetti, ma prima della grande partenza vorrei lasciarvi il frutto di anni di studi che come potete constatare tutte le sere non sono facili, anche perché bisogna cancellare i vecchi automatismi acquisiti in decenni di Karate di stile. Menomale siete pochi pertanto gli errori si correggono subito. Ma come ben sapete, questo è solo l’inizio, pensate al tempo che ci vorrà alle applicazioni di quella decina di Naifanchin… Comunque una volta capito i vostri principi la cosa diventerà più facile. Un abbraccio collettivo Ciaoss