Bruno Da Boit

Solitamente per eseguire i Kata si utilizzano le cosidette “posizioni”. Effettivamente esistono molti tipi di posizioni, come d’altronde anche molti tipi di Kata. Per quanto lo studio di queste posizioni non debba essere ignorato, si deve tenere presente che sono solo forme o modelli. E’ la funzione della loro applicazione a dover essere padroneggiata. Se qualcuno mi chiedesse qual’è la miglior posizione per il combattimento reale, dovrei rispondergli che la posizione più efficace è quella priva di forma. Infatti credo fermamente che l’estetica della posizione non sia importante quanto la sua funzionalità. In un combattimento reale i fattori importanti sono “mobilità e velocità”. Inoltre la posizione è sia mentale che fisica. Ci si deve allenare bene per essere preparati a gestire con efficacia situazioni di emergenza che possono presentarsi nella quotidianità. E’ estremamente difficile affermare con certezza quale posizione sia più o meno efficace. La cosa più importante da ricordare è continuare ad allenare quotidianamente le abilità fisiche e lo spirito, In breve questo è quello a cui si deve pensare.

 Kumite  

Il Ryukyu Kempo Karate possiamo dividerlo in due parti. Le tecniche fondamentali, (Kihon), e le applicazioni combattive, (Kumite). Le tecniche fondamentali trovano il loro culmine nei Kata, quali Naihanchi, Passai, ecc., e vengono spesso insegnate anche ai principianti. La pratica del Kumite è un pochino simile al Kime-no-Kata dello Judo in cui vi si trova una fluidità continua. Credo che la parola Kumite derivi originariamente da un termine usto un tempo nel dialetto nativo delle Ryukyu, (hogan), che identifica l’atto di uncinare o afferrare con le mani, (te-o-kumu). Anche se la pratica del Kumite nelle Ryukyu esiste da molto tempo, non è mai stato definito uno standard, o se c’era, ad oggi non esiste alcuna testimonianza. C’è qualche riferimento al Kumite in forma scritta, ma si tratta di trascrizioni di documenti sulle arti marziali cinesi effettuate da bujin locali molto rispettati. In realtà le pratiche di Kumite delle Ryukyu devono ancora essere organizzate in un forma standardizzata univoca. Poichè il Karate è una disciplina che fa uso di “Tecniche dure”, (nel senso di pericolose), espone gli allievi inesperti al rischio di subire danni fisici. Originariamente, solo coloro che avevano già appreso i fondamentali ed erano considerati combattenti esperti potevano allenarsi tra loro. Credo che oggi ci sia molta confusione su questo aspetto e ritengo sia per questo che ancora non sono stati sviluppati i Kumite-Kata. Chi ama l’allenamento nel Kumite, dovrebbe focalizzare la propria attenzione sull’agilità, e scegliere compagni di pratica adeguati. In questo modo è possibile concentrarsi sulle tecniche di ricezione e contrattacco, (uke hazusu waza), che rappresentano applicazioni di kumite. Credo che questa sia la strada giusta per migliorare la comprensione dell’arte e le abilità generali.

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