Valerio Piscitello

Un Karateka è facile da riconoscere: è quello che cammina con compostezza, anche in età avanzata, mantenendo una postura fiera e centrata. È quello che cede il passo con rispetto. È quello che apre la porta con cortesia. È quello che arriva in anticipo agli appuntamenti. È quello che arriva ben vestito, con un abbigliamento sobrio e curato, perché è l’ordine interiore che conta (al suo Karategi, stirato, pulito e in ordine, tiene particolarmente, mentre degli abiti alla moda non gli importa granché). È quello che si allena nei suoi giorni liberi, perfezionando la sua tecnica. È quello che cambia attività per mantenere l’equilibrio. È quello che mangia con consapevolezza e gratitudine ciò che gli viene servito. È quello che va a letto per ultimo e si alza per primo, pronto ad affrontare la nuova giornata con disciplina. È quello che si ferma con riverenza davanti a un luogo di silenzio e rispetto. È quello che si mette in posizione di saluto quando viene eseguito l’inno o in presenza di simboli importanti per la sua arte. È quello che si arrabbia quando i principi fondamentali del Karate vengono mancati di rispetto. Un Karateka non è necessariamente una persona in Karategi, con il volto concentrato e l’equipaggiamento da allenamento. Un Karateka è sempre pronto ad agire con onore e a difendere i valori in cui crede. Un Karateka è chiunque, che dopo aver indossato un Karategi, si sia innamorato del rigore e della disciplina e, anche in un altro ambito professionale, si commuova alla vista di praticanti in allenamento e si senta ringiovanito. Questo è “un karateka” … e anche molto di più!

Orgoglioso di rappresentare lo spirito del karateka! Ogni giorno, dentro e fuori il dojo, con disciplina e rispetto.

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