
Angelo Tosto
Esiste nella storia, nei principi, nelle tecniche tramandate dai Maestri che hanno preservato l’essenza originale di quest’Arte. Esiste nel sudore, nella disciplina, nel sacrificio e nel rispetto della via.
Chi non è un vero Karateka Tradizionalista spesso tenta di sminuire il duro lavoro di chi cammina con sincerità lungo questo percorso. Alcuni non avendo l’abilità, la volontà o il coraggio di praticare il Karate nella sua interezza preferiscono negare ciò che non riescono a fare. È come cercare di “nascondere la luna con un dito”, inutile e privo di dignità.
Questi individui criticano il condizionamento, dicendo che “fa male”, oppure affermano che “il Tradizionale non è mai esistito”. Ma queste non sono opinioni, sono scuse.
La verità è che il condizionamento, se praticato correttamente e con metodo, fa parte dell’addestramento vero, quello che tempra il corpo e lo spirito. È un percorso duro, certo, ma è proprio per questo che è marziale.
Quando qualcuno rifiuta questa parte dell’Arte e la denigra, compie due azioni meschine, mente ai propri allievi, se ne ha, trasmettendo una versione addolcita e incompleta del Karate, lontana dalla sua natura originaria.
Si nasconde davanti alla realtà, quella realtà fatta di sacrificio, disciplina e trasmissione autentica da Maestro a Maestro, da generazioni, tramandata dai Padri Fondatori.
Il problema non è il Karate Tradizionale, ma la mancanza di sincerità, il voler apparire senza voler faticare, l’illusione che si possa indossare il titolo di “Karateka” senza attraversare il cammino che forgia davvero un praticante.
Io parlo con franchezza perché non ho sigle padroni, la mia unica guida è la verità dell’Arte che pratico da una vita intera. E proprio per questo posso permettermi di dirlo chiaramente.
Chi critica il Tradizionale, in realtà, critica ciò che lui stesso non è mai riuscito a diventare.