di Lorenzo Lommano

È quindi gratuita la partecipazione alle gare di lotta per prendere sempre e comunque i punti. Un paradosso che non può essere più consentito e tollerato, considerato che il settore lotta dagli oltre 16 milioni di euro che la federazione gestisce ogni anno tra i contributi di Sport e Salute e l’altra metà tra affiliazioni, tesseramento e corsi vari, di questa somma come dicevo oltre un terzo viene utilizzato proprio dalla lotta, ovviamente dividendo poi con gli altri settori le spese ordinarie e straordinarie. Con questo, vogliamo significare che i milioni di euro di debiti lasciati dalla vecchia e nuova gestione Falcone&Company, le maggiori spese fuori controllo a sentire alcuni esperti di contabilità, sono state sostenute fuori binario e quindi da attribuire, ai settori della lotta e del judo. Detto questo ritorna ben chiaro quanto sentito nel corso della scorsa assemblea nazionale elettiva del dicembre 2024 a Ostia Lido dove, lucidamente, il candidato Benetello disse dal palco: noi del settore karate non abbiamo nessuna responsabilità sul deficit. Anzi, aggiungiamo noi, non solo è vero, ma a dire la verità qualcosa forse è stata tolta al karate per stornarla agli altri settori.

TORNIAMO ALLA LOTTA
Portare in finale tre o quattro atleti, significa portare gli stessi punti di un 3° posto ottenuto nel settore judo o karate. Per partecipare alle gare di Lotta non si paga nulla, mentre negli altri settori e in particolare nel karate e nel judo le famiglie si devono svenare e, più di qualcuno, di qualche famiglia, deve accedere a un mutuo per consentire ai propri figli di partecipare all’attività agonistica per racimolare qualche punticino, dopo le spaventose qualificazioni a livello regionale e poi nazionali. Questo significa che tutte le vere associazioni di lotta, poche nel totale per la verità, hanno tutte diritto al voto considerato che almeno una volta nell’arco di quattro anni partecipano ad una finale nazionale di lotta e, quindi, si garantiscono i voti. Questo sta anche a significare, che le poche società di lotta portano in assemblea nazionale federale elettiva gli stessi voti delle poche società del judo e del karate che hanno diritto al voto e, che nell’arco di 4 anni, si spaccano la schiena e spendono migliaia di euro per raggiungere il primato delle poche società che avranno poi diritto a voto, mentre è ripugnante e volgarmente inaccettabile che le restanti oltre 2.000 associazioni tra karate e judo regolarmente affiliati alla federazione, che pagano centinaia e centinaia di euro all’anno tra tesseramento affiliazione e corsi di aggiornamento, restano a casa perché non hanno diritto a voto e questo, in barba alla cosiddetta democrazia che è un vero tabù all’interno della Fijlkam. A dare manforte al settore della lotta, negli ultimi tempi è soprattutto il settore karate dove, alcuni “furbacchioni” hanno capito e ben pensato di affiliarsi anche al settore lotta, considerato che si versa solo la metà della quota e soprattutto, non si paga la tassa per partecipare direttamente alle finali nazionali. Così facendo, questi “furbacchioni”, se riescono a far affiliare al settore lotta 5-6 o 7 associazioni che praticano karate, partecipano nell’arco del quadriennio olimpico a una sola gara nazionale per prendere il punto garantito, con l’obsoleto e arcaico sistema elettorale hanno il controllo diretto del comitato regionale, considerato che possono contare su due settori, ovvero quello del karate e quello della lotta, o viceversa quello della lotta e quello del judo, anche perché sono diverse le associazioni di judo che sono affiliate anche al settore lotta. Per semplificare: una associazione di karate si affilia al settore lotta e tessera qualche atleta che fa judo di altra associazione e quindi, lo stesso atleta è tesserato con la sua reale associazione come atleta praticante il judo e, nell’associazione affiliata al settore lotta come lottatore. Pertanto l’atleta risulterebbe tesserato due volte, una come judoka e una come lottatore. Più facile se ad affiliarsi al settore lotta è un’associazione che pratica judo. Tessera gli stessi atleti o pochi atleti in entrambi i settori, e lo stesso atleta partecipa ai Campionati di entrambe le discipline garantendosi però, i punti sicuri nella lotta e buttare il sangue per qualificarsi a quello del judo. Insomma, per chi pratica karate e apre anche alla lotta, scatta il favore personale, il farsi prestare un atleta di judo e con lo stesso ripeto, partecipare a due Campionati, in quello di lotta ottenendo voti sicuri e in quello di karate se si qualifica alla finale nazionale. E poi, con la doppia affiliazione karate/lotta o lotta/judo si in grazia la dirigenza nazionale e, ci può scappare anche un bel tappeto di lotta, un tappeto per tutti.

PERCHÉ IL PROSSIMO PRESIDENTE FEDERALE SARÀ DEL SETTORE KARATE
Se diamo una occhiata all’attuale situazione dei Comitati regionali, notiamo che sono Presidenti regionali provenienti dal settore karate le Regioni: Sicilia Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo, Marche, Veneto, ovvero il 70% dei voti federali utili alla prossima assemblea nazionale elettiva, sarà ad appannaggio del settore karate che avrà il controllo totale della federazione. Pertanto, secondo i numeri, il prossimo presidente nazionale della Fijlkam non può che essere del settore karate nonostante, ripeto, non è disciplina olimpica, considerato che in questa ultima tornata elettorale l’attuale presidente della federazione Morsiani, che proviene dalla lotta (forse dovrà restituire il favore al karate o dovrebbe), è stato eletto soprattutto grazie e, lo sottolineo, ai voti trasversali del Karate, cioè ha ricevuto non solo i voti da quelli che sostenevano dall’inizio la sua linea e la sua candidatura, ma soprattutto da quelli che hanno ben pensato di tradire Benetello e che solo per pochi voti ha vinto (in tutto 46 voti della Colaiacomo su Bracciante) mentre invece, la sorte ha voluto che solo grazie ai miei voti e a quelli dei miei sostenitori congressuali (oltre 150), gli hanno consentito come settore karate di rivincere con la sua squadra, ma anche di riconsegnargli u un piatto d’oro, nuovamente, la Federazione e gestirla come sta facendo. Bene? Lo sapremo tra tre anni.

IN CONCLUSIONE UN INVITO AL JUDO TUTTO A SERRARE LE FILA
Solo con un Presidente nazionale proveniente dal settore karate, sport non Olimpico, si avvererà il mio e nostro obiettivo e cioè, che il settore Judo venga fuori dal torpore dei Dan e degli usuali tradimenti, si svegli, apra gli occhi per comprendere che l’unica via che gli resta è la nascita della Federazione Italiana Judo (F.I.J.). Per fare questo, ovviamente, il judo unito deve eliminare tutte quelle figure tossiche, le malelingue che non vogliono bene, non amano il judo. E’ fantapolitica questa? Non credo. Bisogna sopprimere tutte le bande in uso nel Judo. A quel punto, il karate sarà costretto a creare la F.I.K.A.M. (Federazione Italiana Karate Arti Marziali) dove dovranno entrare tutte le anime, i gruppi, le cosiddette piccole asd federazioni di karate oggi presenti in Italia. La Lotta, disciplina Olimpica, diventare la F.I.L. (Federazione Italiana Lotta) e seguire le orme della Fipe, la federazione della pesistica che, è bene ricordarlo, percepisce circa 5 milioni di euro all’anno da Sport e Salute.

La Fijlkam in quattro anni, gestisce oltre 60 milioni di euro, mentre con le tre autonome federazioni andrebbero a gestire oltre 100 milioni di euro a quadriennio. Ce n’è per tutti.

CONCLUSIONE
A quanto pare però e, concludo, l’ingratitudine è cosa nota nella Fijlkam, è di casa come il tradimento, un binomio perfetto che non si addice agli uomini liberi e forti come me, come tantissimi altri.
Da buoni osservatori, caro Davide Benetello, siamo abituati ad aspettare per poi fare le nostre scelte e, soprattutto cercando di non sbagliare più, essere più oculati.
Prima di tutto e di tutti vengono gli atleti, sia gli agonisti che i non agonisti, poi i loro genitori, poi i tecnici, poi le associazioni. Prima di tutto, loro, solo loro. Solo dopo anni luce tutto il resto.
Tanti auguri a tutti.

Cit. Spartaco è alle porte per liberare la Federazione

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