Patricia Chavez

Prima del primo pugno, prima del primo calcio, il karate inizia con un atto silenzioso ma potente: l’inchino.

Non è un gesto automatico o una tradizione vuota. È il momento in cui l’ego rimane fuori dal dojo.

Piegare la testa significa riconoscere che c’è sempre qualcosa da imparare, che la strada è più grande di noi e che il rispetto viene prima della forza.

Il karateka che non sa inchinarsi non dominerà mai la sua tecnica, perché senza umiltà non c’è progresso.

Nel dojo chi abbassa la testa è quello che può arrivare più alto.

Perché il vero potere del karate non nasce dall’orgoglio, ma dal rispetto, dalla disciplina e dal giusto atteggiamento

Prima il rispetto. Poi tecnica. Dopo, carattere.

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