Paolo Arlotti

Ed è per questo che mi considero estremamente fortunato.

I giovani vengono spesso criticati, eppure rappresentano un movimento straordinario, oggi più che mai.

Sono capaci, attenti, perspicaci. Liberi da molti preconcetti tossici.

Sono forti perché stanno facendo il massimo con le macerie di una società che noi — e le generazioni prima di noi — abbiamo costruito.

Una società che pretende performance assolute, non tollera errori né fragilità, che celebra i primi e schiaccia chi resta indietro.

In tutto questo, loro sono l’antidoto.

La retorica stanca del “i giovani sono il futuro” ha ormai perso significato.

I giovani sono il presente, perché per una volontà contorta quel futuro viene continuamente rimandato proprio a loro.

👉 E alla fine, la vera rivoluzione non fa rumore: cresce silenziosa nei giovani che, nonostante tutto, scelgono di restare umani.

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