
Kung Fu Studio Camporosso Centro di Movimento e Arti Marziali
Per essere Maestri non basta avere qualcosa da trasmettere.
Serve anche qualcuno disposto a riceverlo, a riconoscerlo, e a custodirlo nel tempo.
Molti si definiscono Maestri.
Forse, in alcuni casi, lo sono davvero.
Ma Maestri non ci si proclama da soli.
Sono gli allievi che, nel tempo, decidono di riconoscere in noi una guida.
Sono loro, in fondo, a darci questa possibilità.
Ed è proprio per questo che nasce una responsabilità.
Un Maestro non trasmette soltanto movimenti.
Trasmette misura, presenza, esempio, direzione.
A volte con una parola.
A volte con una correzione.
A volte con il silenzio.
A volte semplicemente restando lì, nel tempo.
Ma un rapporto del genere non può stare in piedi da una parte sola.
Non basta che qualcuno insegni.
Serve anche qualcuno che, nel tempo, scelga di restare in ascolto.
Perché il rapporto tra Maestro e allievo non è un contratto commerciale.
Non è semplicemente una lezione pagata.
È un legame fatto di fiducia, rispetto e continuità.
Un tempo, molto spesso, la formazione iniziava da bambini.
Il rapporto con il Maestro cresceva insieme alla persona.
Crescevano il gesto, il carattere, il rispetto, la fiducia.
Certe cose si imparavano restando, Osservando, Tornando, Attraversando il tempo.
Oggi questo rapporto è più raro.
Non perché manchino necessariamente gli allievi.
E non perché manchino necessariamente gli insegnanti.
È cambiato il tempo.
Sono cambiati i modi di imparare.
Sono cambiate le aspettative.
Spesso si cerca qualcosa di utile, immediato, compatibile con la propria vita.
Ed è comprensibile.
Ma la trasmissione profonda ha bisogno di altro.
Ha bisogno di presenza.
Di continuità.
Di fiducia.
Di tempo.
Quando queste condizioni non ci sono, non significa che non vi sia valore.
Si può comunque insegnare.
Si può comunque imparare.
Si può comunque crescere.
Forse, però, si rimane su un altro piano.
Si trasmette una tecnica.
Si segue una lezione.
Si impara un movimento.
Ed è già qualcosa.
Ma il rapporto tra Maestro e allievo appartiene a una dimensione più profonda.
Nasce quando il sapere non viene solo spiegato, ma riconosciuto.
Quando la pratica non viene solo frequentata, ma abitata.
Quando il rispetto non viene solo detto, ma praticato.
Forse è proprio questo il punto.
Non si diventa Maestri perché lo si dichiara.
E non si diventa allievi solo perché si frequenta una lezione.
Entrambi i ruoli nascono nel tempo.
Nella fiducia.
Nella continuità.
Nel riconoscimento reciproco.
Dove questo accade, la tecnica diventa trasmissione.
E la pratica diventa cammino.
Istruttore Giulio Marchetti