
Lorenzo Lommano
PERCHE’ DEVE NASCERE LA FEDERAZIONE ITALIANA KARATE RICONOSCIUTA DAL CONI? PERCHE’ LA FIJLKAM CON IL SUO 28% DI PRATICANTI DI KARATE, CONTINUA A SOPRAFFARE IL RESTANTE 72% CHE PRATICA IN ALTRI ENTI E ORGANISMI. COMPORTAMENTO IL SUO, NE’ AUTOREVOLE E NE’ DEMOCRATICO.
di Lorenzo Lommano
Un po’ di storia per rinfrescare le idee soprattutto a chi in estate, nel mangiare un gelato dimentica cosa fare per riprendersi la propria dignità in un sistema a tratti oligarchico. La Fijlkam, attraverso il proprio sistema regolamentare e disciplinare, impone ai propri tesserati ma non alla sua casta, limitazioni alla partecipazione ad attività organizzate da altri enti o organismi che operano nelle medesime discipline, anche quando non sussistono rapporti di concorrenza diretta o quando tali organismi perseguono finalità esclusivamente sportive e formative. Secondo questa ricostruzione, tali limitazioni si traducono in un vincolo che restringe la libertà degli atleti, dei tecnici e delle associazioni sportive di partecipare liberamente ad attività organizzate da soggetti diversi dalla Federazione. La previsione di sanzioni disciplinari da parte della giustizia sportiva della Fijlkam come diremo, nei confronti dei tesserati che prendono parte a tali attività, può essere interpretata come un utilizzo della posizione di predominio della Federazione per ostacolare il pluralismo sportivo e la libera organizzazione delle attività nelle medesime discipline. In questa prospettiva, si sostiene che tali comportamenti possano integrare un abuso della posizione dominante della Federazione, in quanto idonei a limitare la libertà di scelta dei tesserati, a ostacolare l’attività di altri organismi sportivi e a comprimere i principi di concorrenza, pluralismo associativo e libertà di iniziativa sanciti dall’ordinamento. Come avviene quindi questo potere di supremazia? La Fijlkam, attraverso i propri organi di giustizia sportiva, ha già irrogato sanzioni disciplinari nei confronti di diversi tecnici per aver partecipato ad attività sportive organizzate dalla Libertas, ente che non ha alcun rapporto di convenzione, affiliazione o protocollo d’intesa con la Federazione. Secondo questa prospettazione, tali sanzioni rappresentano una limitazione della libertà dei tesserati di partecipare ad attività promosse da altri organismi sportivi legalmente costituiti e operanti nell’ordinamento sportivo. L’esercizio del potere disciplinare in questi casi viene ritenuto idoneo a dissuadere atleti e tecnici dal collaborare con enti diversi dalla Federazione, con l’effetto di restringere il pluralismo sportivo e la libera concorrenza tra organismi che promuovono le medesime discipline. Si sostiene pertanto che tale condotta possa configurare un utilizzo distorto della posizione di supremazia della Federazione, nella misura in cui il potere disciplinare venga impiegato per impedire ai propri tesserati di prendere parte ad attività organizzate da enti terzi, pur in assenza di rapporti convenzionali tra questi ultimi e la Federazione.
Intanto, mentre girano corbellerie, messaggini a firma del segretario generale, dichiarazioni di compromessi tra la federazione e il garante, da una parte aspettiamo le motivazioni per l’appunto del Garante sulla “posizione dominante della Fijlkam” sul ricorso promosso dal C.N.S. Libertas e, dall’altra parte, aspettiamo che un bel giorno Ezio Gamba si svegli una mattina post estate 2026 e candidamente e con chiarezza dica: mi ricandido a Presidente Nazionale della Fijlkam per creare la F.I.J. , la Federazione Italiana Judo, così come più volte richiesto dalla Federazione Internazionale Judo, per creare la Federazione Italiana Karate e la Federazione Italiana Lotta.. A quel punto, diventa gioco facile creare finalmente la Federazione Italiana Karate riconosciuta dal Coni, autonoma e indipendente dalla lotta e dal judo, e riportare al proprio interno un sistema di democrazia e di partecipazione.