Roberto De Luca

Lettera aperta, ai nemici del karate, ai dirigenti, ai responsabili tecnici, a tutti coloro che hanno a cuore il futuro del karate.   

La differenza non è solo, di denominazione, ma soprattutto di riconoscimento, ruolo e potere reale.

Non è automaticamente “meglio” o “peggio”.

Federazione ufficiale è quella riconosciuta dal sistema sportivo nazionale e internazionale. In Italia, per esempio, fa capo al CONI, e a livello mondiale spesso a organismi come il Comitato Olimpico Internazionale.
Questo significa che, organizza i campionati italiani, rilascia titoli riconosciuti (campioni italiani, qualificazioni olimpiche, ecc.) ha accesso a fondi pubblici e strutture istituzionali, in breve, è il riferimento istituzionale di quello sport, percorso olimpico (non è il caso del karate) carriera sportiva nei gruppi militari o paramilitari, regole strette, meno spazio per interpretazioni personali, la politica interna ha dinamiche di selezione non sempre percepite come “solo meritocratiche”, focus sportivo, meno karate-do classico.

Federazione privata (o indipendente), è un’organizzazione riconosciuta ufficialmente dal sistema sportivo quali CONI, Sport e Salute,  comunque attiva nello stesso sport o disciplina, può, organizzare gare ed eventi propri, avere regolamenti alternativi nel rispetto delle norme vigenti CONI e Sport e Salute, proporre una visione diversa (più commerciale, più libera, più specializzata) i titoli e qualifiche hanno valore “ufficiale” attraverso EPS, non può partecipare a competizioni olimpiche, il suo peso dipende dalla credibilità, dai numeri e dalla qualità che riesce a costruire, meno vincoli, più spazio per atleti, tecnici e società. crescita più accessibile, più possibilità di gareggiare, emergere, insegnare, valorizzazione dello stile, più attenzione alla tecnica tradizionale, ambiente spesso più diretto, meno burocrazia, più operatività. La frammentazione delle tante sigle, crea livelli molto variabili, ma garantisce democrazia, qualità di alcune federazioni è disomogenea, con eventi ottimi… e altri molto meno.

La vera differenza, in pratica senza giri di parole.
La federazione ufficiale ha riconoscimenti istituzionali e contributi economici importanti, sono più strutturate ma anche più rigide, carriera sportiva riconosciuta, non basta essere bravo, devi anche stare dentro il sistema…

Quella privata ha meno peso istituzionale, percorso più libero o tradizionale, ha più flessibilità e libertà, sono più dinamiche… ma devono dimostrare il proprio valore sul campo, si autofinanziano attraverso le proprie attività, cercando di essere più attrattive di altre, ti dà maggiori opportunità per attività internazionali e nazionali, il livello tecnico alto esiste in entrambi… ma il riconoscimento no. Quindi non è sempre una questione di livello tecnico, ma di dove vuoi arrivare. Chi cresce davvero, spesso, è chi sa muoversi tra il privato e l’ufficiale, senza farsi etichettare.

Sputare sull’altro sistema, ufficiale contro privato (o viceversa), sempre in guerra, con un solo risultato si perde credibilità e opportunità.

Tacere, oggi, significa essere complici.

Roma 10/07/2026                                     Un tecnico di karate

Roberto De Luca

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