Aurelio Bonafede

In ogni attività umana sono i dettagli che fanno la differenza.
Si possono fare mille esempi nei quali il dettaglio fa la differenza, dalla cornice di un quadro al semplice nodo della nostra cintura, alla disposizione di una pietanza in un piatto, figuriamoci ai movimenti anche i più semplici di qualsiasi tecnica di qualsivoglia sport o attività motoria.
Quale argomento migliore se non il Kata per parlare di dettagli; da sempre ci è stato detto e ridetto che l’esecuzione del Kata è necessaria e basilare per apprendere le tecniche, le posture, ma copiare è una cosa, sapere quello che si sta facendo è un’altra.
La velocità di esecuzione e la scenografia che rincorrono gli esecutori dei Kata, in particolare durante le gare specifiche, ha logorato la parte tecnica e tattica: ⮚ Si urla per simulare aggressività, invece di studiare la tecnica del Kiai, si grida, spesso con “rumori” che simulano più il dolore che l’azione.
⮚ Il Kiai non è una gara a chi urla più forte, è una tecnica vera, non facile da apprendere e non sempre è sonora.
⮚ I tempi di esecuzione tra un’azione e l’altra sono talmente rapidi che se fossero reali, l’eventuale attacco dell’avversario verrebbe anticipato nel suo pensiero.
In altre parole, è come se, vedendo una zanzara e sapendo che ci pungerà, iniziassimo a prenderci a schiaffi prima che lei si posasse su di noi.
⮚ Ci sono alcuni Kata dove c’è una tecnica di gomito che finisce colpendo la mano dell’esecutore, dal più alto in grado al più scarso, invece di colpire la mano con il gomito, è il gomito che riceve un sonoro schiaffone e più è sonoro e più da soddisfazione agli esecutori.
⮚ Sempre durante l’esecuzione di alcuni Kata che prevedono una parata seguita da un calcio, il calcio viene eseguito precedendo la parata, sia per la distanza a cui arriva il calcio e, sia per il tempo di esecuzione che anticipando, la parata la rende inutile.
⮚ In altri Kata ci sono tecniche sia di difesa che di attacco che terminano nel blocco immagine con entrambe le braccia sull’avversario, domanda, avete mai provato nella realtà l’effetto che producono?
⮚ Quando dico nella realtà, non intendo con un amico o un allievo accondiscendente, bensì con qualcuno che fa sul serio. Queste tecniche io le ho provate e riprovate, e funzionano, ma unicamente se i tempi di esecuzione e le loro traiettorie sono corrette e questo durante le esecuzioni dei Kata, svolto da
chi che sia, non l’ho mai visto o percepito.
Potrei fare altri numerosi esempi più o meno importanti e meno visibili ma spero che questi siano sufficienti a farci riflettere che i particolari, i dettagli di ogni cosa che facciamo sono importanti per farci comprendere come lo facciamo e soprattutto a cosa sono finalizzati.
Buon Karate a noi tutti,
M° Aurelio Bonafede.

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