Roberto De Luca

Lettera aperta: Ai nemici del karate, ai dirigenti, ai responsabili tecnici, a tutti coloro che hanno a cuore il futuro del karate.                

La LIBERTAS può rappresentare oggi più che mai un punto di riferimento nel panorama degli Enti di Promozione Sportiva, non solo per la diffusione dell’attività fisica, ma soprattutto per il ruolo sociale e culturale che è chiamata a svolgere. In un contesto nazionale spesso segnato da tensioni e divisioni, lo sport torna ad essere uno degli strumenti più potenti per promuovere dialogo, rispetto e inclusione.

“Fare la voce grossa”, in questo senso, non significa alzare i toni o creare conflitti inutili, ma avere il coraggio di prendere posizione, di dire dei “no” chiari e di difendere ciò che è giusto. Anche quando questo può generare antipatie o incomprensioni.

L’idea di uno sport che unisce va oltre il semplice gesto atletico. Significa creare spazi in cui le differenze diventano ricchezza, dove giovani e adulti, provenienti da contesti diversi, possono incontrarsi e riconoscersi parte di una stessa comunità. In questo senso, la LIBERTAS ha l’opportunità concreta di affermarsi come un grande Ente di Promozione Sportiva capace di diffondere valori di pace e fratellanza tra i popoli.

Le società sportive affiliate, presenti su tutto il territorio italiano, rappresentano il cuore pulsante di questo progetto. Sono luoghi in cui si costruiscono relazioni, si educa al rispetto delle regole e si coltiva il senso di responsabilità. Attraverso eventi, manifestazioni e iniziative internazionali, è possibile rafforzare ulteriormente questi principi, creando occasioni di incontro tra culture diverse.

La sfida, oggi, è proprio questa: trasformare ogni attività sportiva in un’occasione di crescita umana, facendo della LIBERTAS non solo un’organizzazione sportiva, ma un vero e proprio laboratorio di convivenza civile, dove pace, solidarietà e rispetto reciproco non siano soltanto ideali, ma pratica quotidiana.

Perché la vera forza non è nell’imporre, ma nel resistere con dignità, anche quando questo significa non piacere a tutti.

Tacere, oggi, significa essere complici. Viva la Libertas.

Roma 24/06/2026                                    Un tecnico di karate

Roberto De Luca

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