
M° Aurelio Bonafede
I maestri di Karate e di ogni scuola di arti marziali, per rendersi credibili, troppo spesso fanno esibizioni di pura potenza fisica, deviando i praticanti dal percorso tecnico al percorso più immediato ed appariscente della forza.
Per fare degli esempi, i miei riferimenti dei maestri del passato, a mio giudizio, “i grandi” sono stati, Chotoku Kyan, Kenwa Mabuni, Ip Man e molti altri, i quali, più che muscolari atleti, avevano il fisico da bibliotecari.
Torno al motivo di questa chiacchierata, il “Makiwara”, ultimamente si vedono sul web filmati con personaggi molto noti che fanno vedere questo importante attrezzo ed il suo utilizzo ma, per dare più enfasi al loro dire, accentuano la fase d’impatto.
Per perorare quello che dirò in seguito, mi avvalgo della terza legge della dinamica di Isacco Newton, “azione e reazione” che recita: Ad ogni azione equivale una reazione uguale e contraria.
M° Atsuo Yamashita a 18 anni (Tokyo, Nihon Daigaku)
La mia prima esperienza nell’uso del Makiwara la feci alla presenza del Maestro Atsuo Yamashita (1965) su sue istruzioni costruimmo un Makiwara in palestra; la sua prima raccomandazione fu di colpire il Makiwara e tornare indietro velocemente, evitando assolutamente di rimanere con il colpo in contatto con l’attrezzo. Detto questo, mi mostrò come fare e mi spiegò che, rimanere in contatto con l’attrezzo, significava subirne tutta la sua reazione con l’effetto, nel tempo, di creare danni alla struttura della mia spalla, alle vertebre dorsali e cervicali.
Nei video ai quali faccio riferimento vedo che i praticanti, Maestri, nel percuotere l’attrezzo, mantengono con molta determinazione il colpo sul Makiwara, probabilmente, anzi sicuramente, lo faranno per dimostrare quanta energia hanno i loro colpi .. ma attenzione !! come già detto sopra, non è una pratica da imitare.
Per migliorare la forza della muscolatura, dei colpi che tiriamo sul Makiwara, potremmo utilizzarlo come una molla, un elastico, appoggiando il colpo all’attrezzo e spingendolo (con la tecnica) appoggiati sullo stesso.
Concludo con un piccolo esperimento, prendete un martello picchiate con forza un oggetto solido che non si frantumi dal colpo ricevuto, per esempio, un’incudine, una grossa tavola etc.. e mantenete il contatto nell’impatto. L’effetto che avrete, per reazione, è il sussulto del martello verso di voi, fate attenzione perché, nel rinculo, il martello potrebbe colpirvi.
Come ripeto continuamente ai miei allievi, la ricerca e l’apprendimento delle tecniche di Karate è la comprensione e l’acquisizione di piccoli ma essenziali particolari, aguzziamo la vista, pensiamo mentre guardiamo .. per imparare a vedere.
Grazie dell’attenzione
Buon karate a noi tutti M° Aurelio Bonafede 20/03/21