
Luigi Busà
Nella splendida cornice dell’Hotel Excelsior, durante il Festival del Cinema di Venezia, ho partecipato al forum dedicato a cyberbullismo e inclusione.
È stata anche la mia prima uscita ufficiale nel nuovo ruolo di Consulente del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.
Ringrazio il Comandante Generale per questa importante opportunità e per la fiducia che ha riposto in me. Entrando in quella sala ho provato emozione. Non solo per il ruolo, ma per ciò che rappresenta: una responsabilità verso gli altri. Davanti a me c’erano istituzioni, professionisti, autorità. Ma soprattutto c’erano ragazze e ragazzi. Ed è a loro che dobbiamo pensare quando parliamo di futuro.
Il cyberbullismo non è soltanto una questione tecnologica. È una questione umana.
Dietro una parola, una fotografia o un messaggio c’è una persona. Qualcuno che può sentirsi solo, diverso, escluso.
Educare al rispetto significa imparare a vedere l’altro, fermarsi prima di ferire e avere il coraggio di non lasciare solo chi ha bisogno.
Forse la vera inclusione è proprio questa: fare in modo che nessuno si senta invisibile.
Porto in questo nuovo incarico la mia storia, i miei errori e ciò che lo sport mi ha insegnato.
Perché ogni riconoscimento porta con sé un dovere: essere utili.
E credo che il segno più vero che qualcosa sta cambiando sia quando iniziamo a mettere amore in ogni cosa che facciamo.
Amore per le persone.
Amore per il nostro lavoro.
Amore per ciò che possiamo costruire insieme.
Dobbiamo mettere amore nel presente, affinché ogni ragazzo possa diventare ciò che ancora non sa di poter essere.
È stato un grande privilegio condividere questo palco con il Comandante Generale
GRAZIE