
Nando Balzarro
Difficilmente (per non dire mai), critico direttemente le persone e, nel caso, non mi sottrerrei dall’indicarne nome e cognome compresa data di nascita per escludere rischi di omonimia. Di fatto le mie critiche non attngono appunto i singoli individui bensi un sistema, un metodo. Ho iniziato a praticare e frequentare il mondo del karate dal 1965 per cui ho visto tutto e di tutto. Nell’ordine ho “militato” nella AIK (la prima forma federale costruita attorno al M. Shirai), passando per la FESIKA, quindi la FILPIK, la FIJILKAM, la FIAM, la FESIK (solo come consulente esterno). Attualmente, ma da parecchi anni, per precisa scelta il mio nome non è accostabile a nessuna sigla la qualcosa non mi impedisce di collaborare tecnicamente con qualunque federarazione organizzazione, ente di promozione, desideri interagire con me. Data la mia posizione nelle diverse organizzazioni, per anni ho fatto parte delle commissini esaminatrici sopratutto dei gradi alti, a mia volta contribuendo al costume, anzi malcostume, divenuta prassi, di promuovere tutti a prescindere dalle loro performance di esaminandi. Ecco perché io stesso ho fatto concretamente parte del colpevole declino dei valori più tipici del reale spirito del karate. Sull’argomento scrissi un articolo di denuncia pubblicato dalla rivista “Samurai”, “Diritto di Verità”, ben conapevole che mi sarebbe costato l’intervento del giudice sportivo il quale, comunque, non rilevò gli estremi per escludermi dalla federazione. Provvederò io direttamente subito dopo a presentare le dimissioni al presidnte Matteo Pellicone. Mi sono parecchio vergognato per il mio atteggiamento supino alle politiche federali che prevedevano il cento per cento dei promossi ad ogni sessione di esami, così come non mi sono piaciuto quando ho accettato, in modalità motuproprio, tutti i gradi sucessivi al quinto. Parole di ipocrisia quelle che sto scrivendo, mi rendo conto, per rimediare solo parzialmente alle quali, rammento la mia precisa volontà di non citare in alcuna occasione i Dan che mi sono stati conferiti. Non è abbastanza, ne convengo, ma è la sola cosa che mi impegno di mantenere. A questo punto ritengo necessario, come uomo e come maestro che ha dedicato tutta la vita alla nostra arte, di denunciare costumi (trasversali ad ogni federazione) intesi ad aumentare il degrado valoriale che da troppi decenni si sta manifestando. So per certo che tantissimi maestri la pensano come me, salvo guardarsi bene dal manifestare pubblicamente le loro idee. Certamente li capisco sebbene reputi importante che, chiunque ami il Karate e la sua storia e abbia speso gran parte dell’esistenza ne difenda etica, spirito e valori. Non sono così ingenuo dal pensare che talune denunce possano modificare qualcosa o migliorarne altre; l’onda è ormai inarrestabile e mai un piccolo scoglio potrà bloccarne la potenza. Se col precedente post ho offeso qualcuno sul piano personale e specifica organizzazione federale, chiedo sinceramente scusa assicurando anche a me stesso che non ci sarà un altra volta. Ognuno segue e persegue le proprie scelte vivendone le contraddizioni, gli errori, danni/benefici e inevitabili conseguenze. Gli uomini liberi compiono libere scelte a volte difficili, impopolari e oggetto di negativi giudizi. proprio per tale motivo dovranno essere pronti a pagarne il severo prezzo.