MAESTRO

Eventskarate 06 marzo 2011

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Ferdinando Balzarro \”Il bene e il male\”

Ha dovuto spicciarsi a diventare Maestro. Aveva ventottanni. Lo sguardo impenetrabile. La freddezza spietata di una tigre. Rapido, potente, perfetto.

 

Bè sì… non c\’era dubbio fosse lui l\’incarnazione vivente di tutto ciò che, sino a quel momento, il nostro immaginario aveva potuto fantasticare riguardo il karate.

Aveva ventottanni. Non è possibile essere Maestri a ventottanni. Ma lui era il nostro faro, il nostro idolo, la nostra guida, il nostro Maestro. Ha dovuto spicciarsi a diventare Maestro.
Salvo l\’ineccepibile capacita tecnica e l\’incredibile performance atletica, dal punto di vista della conoscenza (Kata e Bunkai, per esempio), non credo ne sapesse tanto di più di noi.
Certo lui era giapponese. Certo egli portava impressi sul volto e ben distribuite nella membra, tutte le caratteristiche salienti della razza.
C\’è qualcosa di naturalmente felino nel loro incedere,
c\’è qualcosa di naturalmente plastico nei loro gesti, qualcosa di altamente drammatico nell\’insieme dei loro movimenti.
Millenni, secoli, di specifiche trasmissioni genetiche.
Millenni, secoli, di rigorosi processi socio-culturali hanno forgiato questo popolo inflessibile, questa genia orgogliosa e indomabile.
La Storia non mente. . . e come potrebbe?
C\’è voluta la forza devastatri! ce di due bombe atomiche per ridurli alla resa.

Ha dovuto spicciarsi a diventare Maestro.

Inflessibile prima di tutto con se stesso, quindi con chiunque si mettesse in testa di orbitare nella sua sfera.
Della nostra lingua, così ricca di vocaboli e armoniose espressioni, solo tre parole uscivano dalla sua bocca per echeggiare sinistramente nella sala di allenamento:
bassi, forte, ancora…

Intellettualmente fedele ai rigidi principi del Budo ha studiato, approfondito, cercato, ricreato e creato.
Mai stanco, mai soddisfatto, mai sazio di capire e migliorare.
Adesso ha settantatre anni.
La sua fibra resiste al tempo come una quercia millenaria.

Dubito che i suoi colpi siano meno potenti e micidiali di allora, anzi!

L’età avanzata ha reso i suoi occhi ancora più impenetrabili.

II Carisma trascina là ove egli ha sempre inteso fosse giusto condurre i propri allievi.

Un luogo lontano,
un luogo irraggiungibile,
forse inesistente.

La scelta radicale, la conoscenza,la perfezione.
Il santo Graal e la sua infinita ricerca.
Un oggetto che non c\’è, un luogo non segnato sulle carte geografiche.
Ciò che conta è la strenua incessante volontà di trovarlo.
L’incontro col Maestro Hiroshi Shirai ha cambiato la vita a molti.
La mia sicuramente.

Non sarei ciò che sono se in uno spazio ormai remoto del tempo, le nostre strade non si fossero incrociate.

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