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Vi ho guidati fino a qui, ora insieme a voi continuerò a camminare

Eventskarate 12 dicembre 2011

Federica Achilli

Dopo 45 anni di incessante pratica e di attività in Italia e nel mondo per il contributo alla diffusione del karate tradizionale in Italia e della cultura e della spiritualità giapponesi,

Sensei Hiroshi Shirai ha ricevuto a Milano, il 3 ottobre scorso, per mano del Console Generale del Giappone in Italia nella sua residenza ufficiale, una delle più alte onorificenze concesse dal Ministro degli Affari Esteri nipponico.
Si è scritto un pezzo di storia del karate tradizionale, della Fikta e dell’Istituto Shotokan Italia – Ente Morale.
Un evento cui pochi fortunati hanno potuto partecipare, per ragioni di spazio, ma che ha lasciato tutti senza fiato, commossi, felici e con il cuore gonfio di gioia.
Molte le lacrime trattenute a forza dopo una frase detta alla platea che gremiva il salone della residenza ufficiale del Consolato, con voce composta, a tratti spezzata dalla commozione, ma piena di sentimento:
“Vi ho guidati fino a qui, ora tocca a voi continuare a camminare”.
Sono le parole commosse pronunciate con gli occhi gonfi di lacrime per il sentimento indescrivibile che provava in quel momento, il Maestro Hiroshi Shirai, cintura nera 9° dan, guida, punto di riferimento e luce indiscussa del karate tradizionale in Italia e nel mondo, dopo la consegna dell’importante riconoscimento che, il Ministro per gli Affari Esteri giapponese in data 28 luglio 2011, ha deciso di conferire a Sensei Shirai.
“Il Maestro Shirai inviato a Milano nel 1965 come istruttore di karate – come si legge in una nota diffusa dallo stesso Ministro degli Affari Esteri – ha percorso da allora l’intero territorio italiano, insegnando ad altri istruttori. Oltre ad offrire un importante contributo allo sviluppo della disciplina e all’aumento dei praticanti, che in Italia sono più di 100.000, ha favorito grandemente la diffusione della cultura e della spiritualità giapponesi attraverso il karate”.
Solo 68 persone e 30 organizzazioni, fra cittadini giapponesi e di altri paesi, quest’anno, sono state insignite di questa onorificenza che ha lo scopo di “riconoscere il merito delle organizzazioni e degli individui che si sono particolarmente distinti fra coloro che operano nei diversi ambiti delle relazioni internazionali e sono impegnati nel favorire i rapporti di amicizia fra il Giappone e le altre nazioni, e comunicare all’intera cittadinanza il significato e il valore di tali attività”.
Ed è stato proprio il Console Generale del Giappone in Italia, Shigemi Jomori, a consegnare personalmente al Maestro Shirai l’importante onorificenza lunedì 3 ottobre alla presenza dello staff della federazione, dell’istituto, degli allievi diretti, dei familiari, degli amici e della autorità giapponesi a Milano.
Un evento unico, irripetibile, scandito con ritmi marziali, protocollari: dall’arrivo all’accoglienza degli ospiti, alla lettura delle motivazioni e del curriculum del Maestro, con la traduzione in giapponese che ha conferito alla cerimonia un’aurea ufficiale, fino alla consegna del premio, il brindisi, le foto di rito e il rinfresco a seguire in una atmosfera quasi magica, in un luogo dove il tempo sembrava essersi fermato per una lunga, interminabile ora.
Quasi a celebrare il momento e a consacrare la figura di Sensei Shirai nella storia del karate italiano, e non solo e nel cuore, ma anche nella mente di tutti i praticanti. “Grazie della vostra presenza – questo l’incipit del discorso del Console Generale Jomori – insieme a quella di altri rappresentanti giapponesi, sono davvero onorato di poter consegnare questo riconoscimento al Maestro Shirai a testimonianza di quanto l’attività del Maestro sia stata significativa in Italia per la diffusione del karate.
Molte volte che mi trovo ad assistere ad eventi di carattere culturale, e spesso posso assistere anche dimostrazioni di altre marziali che non sempre sono state fondate da lui, ma che sicuramente grazie a lui se in Italia il karate è così capillarmente diffuso. Al Maestro Hiroshi Shirai, perciò, va il più profondo apprezzamento dal Ministro degli Affari Esteri, al quale mi unisco anche io, nella certezza che la sua attività duri anche il futuro e che il contributo della diffusione del karate in Italia e nel mondo sia sempre più proficuo”.
Dopo la cerimonia di consegna il Maestro Shirai ha voluto, prima in lingua giapponese e poi anche per mezzo della traduzione del Maestro Shuhei Matsuyama, ringraziare il Ministro in primis e il Console Jomori, ma anche i partecipanti alla cerimonia. “Quarantacinque anni fa ha accettato di venire in Italia – dice il Maestro Matsuyama – e ha cercato di lavorare con Voi e fare un percorso che ha portato allo sviluppo del karate tradizionale e che adesso si sente ancora di più di continuare ad andare avanti ancora e di contribuire a formare e a costruire la storia del karate e lasciare un segno all’Italia e a tutti voi. Vi ho guidati fino a qui, ora insieme a voi continuerò a camminare”.
Anche il presidente di Fikta e Isi, Gabriele Achilli, ha consegnato a sua volta un dono al Console Jomori ed espresso questo ringraziamento: “È con grande onore che siamo qui riuniti nella splendida cornice della residenza ufficiale di Sua Eccellenza il Console Generale del Giappone in Italia, dottor Shigemi Jomori ,per assistere alla cerimonia di consegna dell’alto riconoscimento che il Ministro degli Affari Esteri del Giappone ha voluto riservare al Maestro Hiroshi Shirai. Sensei Shirai, per la sua opera di divulgazione del Karate tradizionale e della cultura giapponese, continua a profondere il massimo impegno da quasi 50 anni, in Italia e nel mondo. Oggi si scrive una pagina importante per l’Italia, per la FIKTA e l’I.S.I.-Ente Morale che rimarrà nella storia, ma soprattutto nel cuore di tutti noi, praticanti e appassionati. Un profondo grazie! Oss!!!”.
La commozione ha lasciato spazio ai sorrisi, le parole agli sguardi. Un evento unico nella storia del tradizionale, una pietra miliare che rimarrò indelebile nella pergamena consegnata al Maestro Shirai e nel cuore di tutti i praticanti. Solo il lavoro e il sacrificio, nella continua ricerca della perfezione e della pratica quotidiana, possono portare il karateka a migliorare se stesso e gli altri, insegnando a propria volta ciò che si è imparato, perseguendo la via del Karate Do tradizionale.

 

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