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L’unico posto al Mondo

Eventskarate 08 marzo 2012

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 Di Fabio Tomei

Come al solito a metà mattina arriva la telefonata, e nonostante anni di abitudine la gentilezza, la forma di un’ancestrale educazione colpisce sempre:

“ Buongiorno Fabio san, disturbo? Come stà bello mio??”

“Maestro tu non disturbi mai, tutto a posto te come va?”

E subito dopo attacca con i vari argomenti che mi propone, un’idea, un’intuizione, un progetto qualcosa comunque legata al karate, alla disciplina, agli allievi o all’analisi di qualcosa che abbiamo fatto.

Questa volta si tratta dello stage che abbiamo tenuto a Tagliacozzo il 4 marzo, presso il Ku Shin Kai Yamanami del Maestro Freddie Minerba il quale oltre ai suoi allievi ha radunato altri suoi amici ed insegnanti con i quali abbiamo dato vita allo stage: Renato Fantesini e Claudio Bordi di Roma, Dante Bellini di L’Aquila, Luigi D’Andrea di Pescara.

Prima ancora che potessi dire qualcosa lui mi precede “Fabio san ti voglio dire che tuo lavoro sempre perfetto, tu vero professionista, bravo a mostrare e molto bravo a interessare persone con tutte tue notizie su storia di karate e kata…” ogni volta arrossisco al telefono quando sento queste parole dette dal mio Maestro, (anche se da romanaccio cattivo e indisponente prevengo tutti quelli che possono pensare, e lo scrivo alla romana, “questo è bravo a chiacchierà …” perché quello che intendeva il maestro è autentico e senza secondi fini) … arrossisco perché le pronuncia un uomo che, secondo me, è inarrivabile, inimitabile, non assolutamente minimamente paragonabile sia per quanto riguarda la tecnica sia per quanto riguarda la comunicazione: ecco Iwao Yoshioka ti arriva diretto al cuore, non puoi far a meno di volergli bene sia che tu lo conosca da una vita, sia da pochi minuti.

Col suo italiano inimitabile coglie sfumature impercettibili ed invisibili ai più e riesce sempre a trasmettere qualcosa di indescrivibile agli allievi pur se in quel momento stia spiegando o mostrando un semplice pinan nidan o un seiken … per Yoshioka niente è semplice o meglio tutto è così semplice e naturale che lui deve trasmettere questo senso di semplicità e naturalezza a noi che istintivamente poniamo un enfasi maggiore nell’esecuzione solo perché in quel momento stiamo “facendo” karate e cioè con il cervello assumiamo questo “fare” come condizione esterna e quindi carichiamo il gesto e la postura di forze non pertinenti, mentre per questo grande Maestro la condizione è “sentire” non fare, “vivere” non scimmiottare il gesto, l’Arte è in noi, dentro ognuno di noi, dobbiamo solo andarla a cercare “dentro” di noi e non cercare di vederla negli altri siano pur essi maestri.

Ogni volta non posso far a meno di fermarmi a guardarlo mentre spiega, in quel momento cerco non tanto di capire cosa sta dicendo ma di intuire l’emozione che lui sta vivendo in quel momento, ed è come se un ponte si creasse tra di noi tanto è vero chi il più delle volte si gira verso di me, anche se stava voltato da un’altra parte, mi guarda e mi dice “spiega tu per favore”… ed ogni volta il miracolo (secondo me è così) si ripete rivivo l’emozione della prima volta che mi ha fatto questa cosa, il senso di sgomento di essere al centro dell’attenzione di tutti e per tutti intendo anche maestri con una loro esperienza, competenza, conoscenza e non solo le cinture più basse, poi all’improvviso le parole escono e vivo l’emozione che vive Iwao Yoshioka, vedo il suo sorriso di approvazione alle mie parole ed il suo occhietto ed il pollice tirato su a dire “ok!”

Quanto ho imparato ad essere insegnante in questo modo, quante volte Iwao Yoshioka è stato vicino a me anche quando non c’era, quando era in Giappone, o lontano per altri impegni…

Non sto qui a raccontare questo per auto incensarmi perché questo io lo riconosco anche in altri allievi del Maestro, miei fraterni amici, queste particolarità, pur essendo noi ognuno diverso per approccio e mentalità, in ognuno degli allievi diretti di Yoshioka io riconosco il Maestro, da un gesto, una parola, un movimento naturale, Lui esce fuori… noi siamo i suoi allievi… nessuno di noi può dire “sono l’allievo prediletto” così come nessun figlio potrà mai dire “sono il figlio preferito” per ognuno il rapporto e quindi l’affetto, l’amore, è esclusivo, unico; ma proprio per questo non paragonabile. Un Maestro, così come un padre dona e ama in maniere sviscerata ognuno dei suoi allievi e dei suoi figli, siamo sei miliardi di individui nessuno uguale, tutti diversi, così ci racconta la teoria del DNA, ed ognuno di noi prova sentimenti, emozioni diverse ed uniche pur se paiono uguali agli occhi degli altri… così siamo tutti studenti e discepoli diversi, così come per ognuno di noi è diverso il Maestro pur essendo lui semplicemente, il grande Iwao Yoshioka!

A Tagliacozzo ho vissuto un’altra bella pagina di questa nostra lunghissima storia, ed ogni volta c’è la soddisfazione di aver dedicato la propria vita a qualcosa che veramente era “nostro” di diritto, c’è la consapevolezza che non avresti voluto far altro nella vita se non questo, e sai che essere lì al fianco del tuo maestro come quasi quarant’anni fa è l’unico posto che davvero ti appartiene.

 

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