molfetta_articolo_2012

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Un sogno che diventa realtà

Eventskarate 14 agosto 2012

A. Bisio

Londra ci accoglie con un insolito caldo sole, presagio che qualcosa di bello potrebbe accadere di lì a poco.

Il 10 agosto qualcosa di importante è già accaduto: Mauro Sarmiento ha conquistato una preziosa medaglia di bronzo nella categoria -80 kg, confermando di essere ai vertici mondiali a quattro anni di distanza dall’argento di Pechino.

Ma l’11  è il giorno di Carlo Molfetta del Centro Sportivo Carabinieri, che combatterà nella categoria dei pesi massimi, +80kg.

Sembra un sogno e forse lo è, un carabiniere alle Olimpiadi nel taekwondo… certamente c’è chi questo l’ha sognato e pronostica tanto tempo fa, è Roberto De Luca che tutto questo ha costruito e che ora immagino quanto possa essere felice.

Un organizzazione pressochè perfetta con oltre 40.000 volontari sparpagliati nella capitale britannica, che danno indicazioni, informazioni e dirigono il fiume di persone verso gli impianti sportivi, sempre con cortesia e col sorriso sulla bocca.

Raggiungiamo l’ExCell, megastruttura con all’interno vari padiglioni che nell’arco delle olimpiadi hanno ospitato il judo, la scherma, il pugilato, i pesi, la lotta, la ginnastica ed il taekwondo.

I controlli sicurezza sono ferrei, perquisizioni e metal detector rallentano un pochino il mare di persone che, nonostante gli altissimi prezzi dei biglietti, hanno affollato la struttura, ma nessuno si lamenta, si rispettano le file e con un po di pazienza si è dentro.

Il padiglione è gigantesco, due enormi tribune ai lati, un solo tatami al centro, rialzato, visione pressochè perfetta da ogni posto, quattro megaschermi per ogni tribuna permettevano inoltre di seguire le azioni in diretta, gli higlights e soprattutto i videoreplay richiesti dai coach.

Musica alta che accompagnava l’entrata degli atleti, e distraeva gli spettatori durante le pause, tutto molto spettacolare e spettacolarizzato.

Il turno preliminare vede Carlo affrontare il rappresentante del Tagikistan Gulov, 22enne di “solo” 189 cm. Il nostro portacolori è un pò teso, l’olimpiadi è un palcoscenico che fa davvero tremare le gambe, dopo un paio di round di controllo l’italiano prende il largo chiudendo 7-3.

I quarti di finale iniziano nel primo pomeriggio, Molfetta affronta il temibile cinese Liu Xiaobo, 201 cm direttamente da Pechino. Carlo quasi sempre in vantaggio commette un errore e si trova sotto a pochi secondi dalla fine, ma alla ripresa il cinese restituisce il favore con un’ingenuità che permette a Carlo di pareggiare. Si va al golden point e con una magia Carlo conquista la semifinale.

La semifinale è davvero eroica. Il carabiniere di Mesagne affronta il gigante del Mali Modibo Keita 203 cm per 105 kg, già campione del mondo nel 2007 e nel 2009, e con una condotta di gara perfetta dal punto di vista tattico e tecnico porta a casa l’incontro con il punteggio di 6-4.

E’ finale… incredibile… scoppio in un mare di lacrime… un’emozione incredibile… ma il bello deve ancora venire… Carlo se la vedrà in finale con il Gabonese Obame Anthony, 191 cm di forza pura, campione continentale africano. Per la prima volta Molfetta parte male, 0-1, poi subisce un calcio al viso, 0-4, poi 1-6 e si trova a dover recuperare. Con determinazione si riporta sotto 4-6, ma l’incontro è difficile e il gabonese molto complicato da affrontare.

In una fase confusionaria Obame colpisce forte Carlo con un calcio al viso… 4-9, sembra finita, ma il nostro eroe ha ancora armi da sfoderare. Si fa ancora sotto 6-9 quando a pochi secondi dal termini piazza un bellissimo calcio diretto al viso: 9-9. si va al golden point. Carlo prova molti attacchi, ma Obame non lascia spiragli. Finisce in parità, si va al giudizio arbitrale. Noi siamo fiduciosi, agli occhi di tutti il rappresentate del Centro Sportivo Carabinieri ha sempre comandato il 4 round, ma con i giudici a queste Olimpiadi, non si può mai dire. Il tempo sembra non passare mai. Arriva il verdetto: ITALIA!!!

E’ OROOOOOOOOO, CAMPIONE OLIMPICO.

Cominciamo a saltare ed urlare come pazzi, a piangere ed abbracciarci.

Poi la premiazione, l’inno, ancora lacrime di gioia, Carlo è il re del Mondo.

E se lo merita davvero: il carabiniere ha subito tanti gravi infortuni, dai quali però si è sempre rialzato ed è tornato più forte di prima, con il sostegno della famiglia della Benemerita.

E’ un uomo vero, un campione vero, sempre umile e sorridente.

Grazie Carlo per come sei e per le emozioni che ci ha saputo regalare.

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