facta

Facta non verba!.

Eventskarate 20 giugno 2013

Fonte: USKW www.unionescuolekaratewadoryu.it

da Fabio Tomei

Tutto è partito una sera a cena, io, Alberto (Schiavoni) e Roberto (De Luca), tre amici di vecchia data che si ritrovano per stare un po’ insieme in santa pace.

Ovviamente i temi non potevano che essere quelli: il karate poi il karate ed ancora il karate… “hai più visto tizio?” … “che fine ha fatto Caio?”…

“ti ricordi di quando siamo andati a….?” … “ e i campionati a squadre del….?”

E Roberto che ogni tanto profferiva con “quante botte che ci siamo dati…” oppure “quanto ci siamo allenati…” (che poi è la stessa cosa….)

Insomma niente di nuovo sotto al sole anche se… qualcosina di nuovo c’era… un Roberto leggermente diverso, non più, anzi non solo, il coriaceo combattente avversario di mille battaglie, o l’impenetrabile allenatore dei carabinieri o della Nazionale, ma anche, e sorprendentemente, un dirigente lungimirante ed appassionato, capace di coinvolgerti nei suoi proponimenti e progetti.

Quella sera è nato il “Wadoryu Day” l’idea di riunire quanti più possibili esponenti di primo piano del karate Wado, cercare di superare gli steccati ed i muri tirati su in anni di divisioni sterili, inconcludenti, autolesionisti per lo stile stesso.

L’intuizione che la pluralità di visioni è portatrice di democrazia e cultura, di nuovi spunti di lavoro, di sfida mentale e fisica ci è sembrata vincente e ci è sembrato giusto proporla a quelli che in anni passati furono i nostri amici e compagni di palestra ed oggi sono validi insegnanti e dirigenti con una certificata strada alle spalle ed un solido futuro davanti…

Da quel momento e per i giorni (mesi) a seguire the cat and fox (Alberto e Roberto) non mi hanno mai lasciato solo… nel senso che un giorno l’uno ed un giorno l’altro o mi facevano visita o mi telefonavano per ricordarmi l’impegno preso (anche se nel frattempo ne abbiamo portati a termine molti altri tra cui il Memorial dedicato ai Maestri Abeille e Lorenzatti ed il Campionato del Mondo Veterani e Seniores)… tanto che alcune volte ho avuto come l’impressione di trovarmi sul set del film “non ci resta che piangere” dove il frate seguace di Savonarola ogni tanto ammoniva Troisi e Benigni con un “ricordatevi che dovete morire…”

Ed invece, testardi quali siamo, abituati a tante battaglie, pronti a non cedere mai fino a che il risultato non è stato raggiunto, oggi possiamo dire il 1° Wado ryu Day è andato in porto, lo ha fatto nel migliore dei modi, accomunando, nella sua “Via della Pace” bambini e ragazzi, adulti e maturi praticanti, dalla cintura bianca ai dan più elevati, in un giorno di comunanza e fratellanza, di esperienza tecnica e umana, con allegria, serietà, voglia di imparare e soprattutto con umiltà!

Il maestri Fabrizio Comparelli, Stefano Del Nero, Fabio Tomei e Alberto Schiavoni e, udite, udite Marina Sasso con il karategi sul tatami si sono alternati all’insegnamento, a esibizioni e giochi con i ragazzi, il Maestro Roberto De Luca, onnipresente regista del tutto, sempre pronto a coordinare il lavoro di tutti evitando qualsiasi punto morto…

Non sono mancati i momenti istituzionali, con la presenza del Presidente Roberto Mongardini del C.R. Lazio e l’esibizione del gruppo sportivo Carabinieri e del saluto di Riccardo Lecca, ieri giovane allievo di Alberto Schiavoni e Fabio Tomei, oggi affermato campione ed autentica realtà del K1 e del pugilato internazionale.

Alla fine tutti premiati con medaglia d’oro e diploma di partecipazione dedicato al wado ryu, con il motto del maestro Otsuka che invita a percorrere una Via di pace in armonia con la natura.

Via che abbiamo intrapreso e percorso anche per beneficenza sposando l’iniziativa della ASD Nautilus che organizzava una maratona di nuoto “Nuotando con amore” per la costruzione di una casa che ospiti tutti i ragazzi e non con problemi di socializzazione, di iperattività, autismo, sindrome di down e similari.

Al pomeriggio la grande impresa! Siamo riusciti a riunire intorno ad un tavolo più di 20 maestri di wadoryu, esponenti di varie scuole di pensiero, e siamo riusciti, Roberto de Luca e Alberto Schiavoni, son riusciti, a raggiungere per lo meno una promessa di intenti di lavoro comune, nel rispetto delle microscopiche diversità con l’intendimento di riuscire a mettere il Wado ryu al suo giusto posto nel panorama nazionale e magari essere forieri di una novità unificatrice che contagi anche i paesi esteri, per una visione che vada oltre i piccoli interessi personali, per un progetto che esalti le grandi peculiarità di questo stile moderno e rivoluzionario.

Alla fine ci siamo ritrovati soli, stanchi ma felici, sicuri di aver tentato qualcosa di nuovo, sicuri di voler andare avanti a prescindere dal numero degli aderenti, certi di aver intrapreso la strada giusta dove alzando gli occhi al cielo, per citare un poeta tanto caro al Benigni citato, “Lo duca e io per quel cammino ascoso intrammo a ritornar nel chiaro mondo; e senza cura aver d’alcun riposo, salimmo sù, el primo e io secondo, tanto ch’i’ vidi de le cose belle che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle”

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