Osaka in

Sochin

Eventskarate 24 novembre 2014

Ilio Semino

Sochin: pesante, tradotto anche forza e serenità o preservare la pace, è un kata che richiede molta potenza muscolare nella parte bassa del corpo ed una interpretazione psicofisica molto forte.

Il m° Gichin Funakoshi intese cambiare il suo nome in Hakko (otto tempeste) ma come in pochi altri kata, la circostanza non fu seguita ed il kata mantenne il nome originario. 
Il kata viene comunemente attribuito al m° Aragaki (come Unsu) ma la sua caratteristica posizione “Fudo Dachi” (posizione immobile) lascerebbe intendere una forte influenza da parte di Yoshitaka Funakoshi, che introdusse questa posizione in molte varianti dei kata conosciuti. La ripetuta assunzione di questa posizione nel kata ha addirittura portato all’usanza di chiamarla erroneamente “Sochin dachi”. Fudo dachi è una posizione molto forte e stabile, che il m° Taiji Kase (estimatore e seguace di Yoshitaka) prediligeva, sostituendola spesso allo Zenkutsu dachi ed utilizzandola frequentemente nelle applicazioni. Ricordo che il m° Takeshi Naito, molti anni fa, insegnando Sochin paragonò alcune posture del kata ad una quercia, dove la postura rappresentava le radici forti e profonde e le braccia i rami: un paragone che mi colpì molto e che spesso ho ripetuto nelle mie lezioni.
Il kata contiene molti movimenti che vanno eseguiti lentamente ma con grande concentrazione riguardo la contrazione e decontrazione muscolare a fronte delle tecniche veloci che li susseguono al fine di scoraggiare gli avversari ad affrontare l’esecutore per la forza e determinazione che questi deve dimostrare a livello di “presenza” e di spirito indomito.
Le tecniche “speciali” di Sochin sono la “muso kamae”, ovviamente in fudo dachi, che è una apparente combinazione tra age uke e gedan barai che si mostra estremamente efficace come bellezza ed imponenza; la combinazione “osae uke-ura nukite” seguita da “mae ashi kizami geri”, la “ushiro ashi mae geri–gyaku ura tsuki” e la “mae ude hineri uke-ura tsuki”. Il mikazuki geri, presente in diversi altri kata, è eseguita in esclusiva a livello Jodan. 
Personalmente ritengo che l’interpretazione corretta ed efficace di Sochin sia tra le più difficili del panorama dei kata Shotokan ma contemporaneamente una delle più affascinanti. 
Il kata conta 41 tecniche e due kiai, alle tecniche 30 e 41. Per quanto riguarda il tempo di esecuzione, la squadra maschile Shotokan della FIAM (Bianchi/Macrì/Semino) al mondiale WKC di Melbourne 2013 lo ha interpretato in 62 secondi; al mondiale WKF di Parigi 2013 la squadra di kata maschile del Giappone (Sugino/Arimoto/Soma) in 58 secondi. Entrambe le squadre hanno ottenuto la medaglia d’oro nelle rispettive competizioni.

 

 

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