I Shin Den Shin

Eventskarate 09/09/2020

Ciro Varone

Nell’esperienza di apprendimento dell’arte marziale, prima di approdare alla conoscenza induttiva che si sperimenta nel rapporto con il proprio maestro, esiste un sistema “gerarchizzato” che aiuta, guida e rende più profondo il rapporto che si instaurerà tra l’allievo e maestro.

 

Come in ogni forma di tecnica avanzata, sia fisica che mentale, prima di giungere a tale livello, si intraprende un percorso graduale che porta a tale obiettivo, in giapponese anche Shu-Ha-Ri: Shu (onorare), Ha (rompere ) e RI (separare): in questa iniziale forma di mutua dialogicità si trova un impalcatura che si struttura attraverso i primi rapporti interpersonali tra Kohai e Sempai.

Sicché, l’adepto impara “come comportarsi con il maestro ” anche attraverso l’educazione e l’esempio che riceve dai compagni di pratica più anziani, Sempai, da loro apprende le regole formali e comportamentali (Shu).

Dal momento che il Sempai è colui che precede ed esorta il Kohai l’attinenza dei rapporti tra Kohai e Sempai è strettamente collegata anche alla relazione tra Sensei- e il Deshi: il Sempai e il Kohai sono lo specchio del Sensei.

Il trasferimento degli insegnamenti marziali non avviene se il maestro non è in grado di tramandare al discente la capacità di mobilizzare le proprie energie e di conseguenza sbriciolare ogni sua convinzione (HA).

Dunque, in questa seconda fase, la “forma mentis” dell’allievo deve essere in grado di percepire una trasmissione non pre-confezionata, ma sufficientemente dinamica da indurlo a intraprendere la via della trasformazione spirituale, in questo modo egli sposta i limiti delle sue debolezze fino a dilatarli per dare vita ad una nuova comprensione del “sentire e del divenire universale”.

Il maestro nel suo simbolismo paventale insegna a neutralizzare gli effetti immobilizzanti dei problemi che scaturiscono dalla pratica,questa “spinta energetica” è il primo comburente per fare fluire l’energia dell’allievo.

Il pathos del trasferimento (I Shin den shin) è un processo di “scardinamento intellettuale” che insegna all’allievo a posizionarsi in un livello di “sospensione mentale” utile a cogliere il momento propizio per avviare il proprio cambiamento spirituale (RI).

 

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