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A proposito di…

 

LA VERA STORIA DELLA DELEGAZIONE DEL KARATE ALLA PRESENTAZIONE OLIMPICA .

Eventskarate 27 dicembre 2009

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Di Edgardo Sogno.

 Avevamo pronosticato, a più riprese ,in precedenti nostri articoli che il karate non poteva essere inserito nel programma olimpico e che questa “favoletta”  veniva riproposta (specie in Italia) per tentare di mantenere un pseudo-riconoscimento di “ufficialità” da parte di Qualcuno che sa benissimo di “ciurlare nel manico”.. Orbene il 13 agosto il CIO, ha inserito nel programma a Londra, uno sport (il golf) giocato solo da pochissimi ricchi ed  una variante (rugby a sette)  che viene praticata, seriamente , solo in una dozzina di paesi …?!?

Proviamo a ricostruire ciò che verosimilmente è accaduto il 14 Luglio us. (circa un mese prima la storica decisione) in quel di Losanna quando la rappresentativa della WKF , si è recata la palazzo del CIO per promuovere (al pari di altri sport) l’ingresso del karate ai Giochi di Londra.

La promo-team della WKF era rappresentata dal Presidente Espinos, dal Segretario Generale Yerolimpos, dal capo degli arbitri Morris e dal rappresentante degli atleti Benetello.

Già un esperto di politica sportiva nota un grosso handicap per una Federazione “mondiale” : sono tutti europei (alla faccia della universalità dello sport – ART. 1 della Carta Olimpica).

I quattro, già un po’ imbarazzati dalla pessima organizzazione dell’ultimo mondiale di Tokyo di pochi mesi prima, si sono recati di fronte al Dr. Roggie ed agli altri membri del Consiglio CIO ed hanno presentato un filmato nel quale hanno illustrato i programmi svolti, la universalità del karate (40 milioni di praticanti, lo sport da combattimento più diffuso al mondo) ed altri aspetti per loro importanti. A questo punto viene il bello; Roggie avrà parlato con “molta franchezza” con Espinos e gli avrà certamente riconosciuto i 40 milioni di praticanti ma ,altresì , gli avrà ricordato che solo 10 milioni sono all’interno della WKF . E gli altri 30 milioni che facciamo li liquidiamo (come fanno anche in Italia) con la storiella che…”tanto non contano perchè non sono ufficiali”.

Poi certamente avrà ricordato a Espinos la Risoluzione 101 di Montecarlo quando già l’allora Presidente Delcourt (FRA) litigava con Nishiama (GIAP) ; già 25 anni fa esistevano due Federazioni mondiali. Ed oggi che ce ne sono almeno sei (sic!)……  non è che l’attuale Presidente “ufficiale” ci ha fatto un bel figurone con i membri del CIO …o no ?!

Poi Roggie ha parlato con Tommy Morris e gli avrà sicuramente chiesto, con quale complicato ed “interpretabile” regolamento (per altro in perenne cambiamento) dovrebbero essere assegnate le Medaglie Olimpiche del nostro sport. “Ma insomma – avrà chiesto il medico belga- nel karate si può colpire o no? E quanto forte si può colpire … e chi decide se è abbastanza forte o… troppo forte ?”  Qui si parla di medaglie “politicamente” pesanti …: non è che facciamo come  la boxe alle olimpiadi di Seul nelle quali , bastava che un pugile coreano rimaneva in piedi, ed alla fine per giudizio arbitrale vinceva l’oro…!?E’ stata quindi la volta del Segretario Generale (il greco che, fino a 10 anni fa –lo ricordo personalmente- durante un  Campionato , il Venerdi con la camicia partecipava al Congresso come Politico, il Sabato con il kimono faceva le gare come atleta e la Domenica in giacca voleva arbitrare… )e Roggie avrà chiesto a Yerolimpos come mai il karate non si vede mai in televisione, non ha praticamente nessun sponsor  economico “di peso”, ha scarsissima rilevanza sulla stampa mondiale, ect…?! La colpa chi la ha. forse quelli ……”sottufficiali”  ?!!

Infine avrà parlato con Benetello, ed avrà detto all’ ex campione del mondo che non era intenzione del CIO, che già ha abbastanza problemi, impelagarsi in un mondo cosi litigioso e che non è capace, ormai a livello “ufficiale”, da più di 35 anni di risolvere i suoi più elementari problemi.

In pratica il messaggio di Roggie (cosi come prima di lui Samaranch) è semplice e chiaro :sedetevi tutti i rappresentanti del karate in torno ad un tavolo riunitevi, datevi un regolamento chiaro e non interpretabile, organizzatevi e poi ritentate. Noi non abbiamo alcuna voglia di riconoscere una Organizzazione che poi userebbe questo riconoscimento per tentare di “assorbire” le altre.

Ma questo, aggiungo io, finchè non sarà cambiata l’intera  attuale dirigenza mondiale, non avverrà ……

 

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