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Sosai Masutatsu Oyama

 

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dalla traduzione del 1998 a cura di Donatello Rizzo, fonte Australian Kyokushin

 

 

Masutatsu (Mas) Oyama è nato a Qa-Ryong-Ri Yong-chi-Myo’n Chul Na Do il 12 Luglio 1923, in Sud Corea. Originariamente il suo nome era Yong-Li, solo successivamente è stato cambiato in Masutatsu Oyama. In giovane età viene mandato a vivere nella fattoria della sorella, in Manchuria nella parte Sud della Cina.

All’età di 9 anni inizia a studiare il Tae-Kyon, Tae-Kwon-Pup, successivamente Kenpo (stile della Cina del Sud, chiamato 18 Mani, sistema Shaku-riki) sotto la guida del Maestro Yi lavorando al tempo stesso come bracciante. Ritorna in Corea all’età di 12 anni, continuando a studiare il Kenpo.

Nel 1938 emigra in Giappone per diventare aviatore, proprio come il suo eroe del tempo, il primo Coreano pilota da combattimento. Purtroppo l’impresa risulta essere più dura di quello che immaginava, ancora di più per un Coreano in Giappone; così il sogno dell’aviazione viene messo da parte.

Oyama, comunque, continua a praticare le Arti Marziali, in particolare lo Judo e la Boxe. Un giorno viene a sapere che alcuni studenti praticano il Karate di Okinawa. Questa notizia lo entusiasma incredibilmente ed entra a far parte del Dojo di Gichin Funakoshi presso la Takushoku University dove impara quello che oggi è conosciuto con il nome di Karate Shotokan. In un primo momento si allena con Giko Funakoshi, terzo figlio del Maestro Gichin.

Perseverando quotidianamente negli allenamenti, riesce a progredire in modo impressionante, tanto che all’età di 17 anni ha già conseguito il grado di 2° Dan e a 20 anni quello di 4° Dan entrando a far parte dell’Arma Imperiale Giapponese.

Nello Judo, come nel Karate, i risultati non sono pochi: in meno di quattro anni dall’inizio, praticando al Sone Dojo ad Asagatake, riesce a conseguire il grado di 4° Dan anche in questa disciplina.

La difesa del Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale e l’indignazione per l’occupazione da parte degli Occidentali finiscono per provare duramente lo spirito di Mas Oyama. Non si può dimenticare che per qualche anno, dopo la guerra, la pratica e l’insegnamento delle Arti Marziali fu proibito in Giappone anche se, successivamente, furono proprio gli Occidentali a provare un certo interesse per queste pratiche.

Nel 1940, i conflitti con Gichin Funakoshi che gli imponeva di frenare le sue tecniche, la sconfitta del figlio di Funakoshi, Yoshitaka, contro un combattente di Goju Ryu, lo portano a lasciare definitivamente lo stile Shotokan ed il gruppo Funakoshi e ad allenarsi in questo nuovo stile che lui giudica “più efficace”. In questo modo, So Nei-Chu entra a far parte della vita di Oyama. So (un altro Coreano della stessa provincia di Oyama) vive in Giappone e, in quel tempo, considerato un’autorità nello stile Goju Ryu, famoso per la sua forza, sia nel fisico che nello spirito. Fu proprio lui che ad incoraggiare Mas Oyama a dedicare la sua vita alla ricerca della Via Marziale e a portare Mas Oyama a decidere di ritirarsi per tre anni dal resto del mondo per il suo addestramento fisico e spirituale.

A 23 anni, Mas Oyama incontra Eiji Yoshikawa, autore della novella Musashi (un libro da leggere per coloro che praticano le Arti Marziali), il quale ha dedicato la vita alla ricerca dei più famosi Samurai del Giappone. Sia la novella che l’autore aiutano Mas Oyama a capire il significato del Bushido (codice dei Samurai). In quell’anno Oyama, si reca dal Maestro Minobu, nella Prefettura di Chiba, dove Musashi sviluppò il suo stile di combattimento con la spada: il Nito-Ryu.

Oyama decide di cominciare un rigoroso piano di addestramento, studiato appositamente per se stesso. Tra le altre cose, porta con sè una copia del libro di Yoshikawa e uno studente di nome Yashiro.

La solitudine è veramente dura, e dopo sei mesi, Yashiro scappa segretamente con il favore della notte. Questo fu un colpo ancora più duro per Oyama che, ora come mai, sentiva l’esigenza di ritornare nel mondo comune, tra la gente. So Nei Chu gli scrisse, invece, di tagliarsi le ciglia in modo da potersi sbarazzare di questo impulso. Sicuramente, Mas Oyama, avrebbe voluto vedere qualcun altro al suo posto, ma le parole di So ed altri fattori convinsero Oyama a perseverare, e divenne uno dei Karateka più forti e famosi di tutto il Giappone.

Presto comunque, il suo sponsor lo informò di non poterlo supportare molto a lungo e così, dopo quattordici mesi di solitudine, dovette interrompere il suo lungo isolamento.

Pochi mesi dopo, nel 1947, Mas Oyama vince la sezione relativa al Karate del 1° Torneo Nazionale delle Arti Marziali di Kyoto, un torneo senza esclusione di colpi, e riesce a superare lo sconforto per non aver completato i tre anni di solitudine. Durante una rissa in un locale notturno di Tokyo, Oyama uccide il suo avversario e viene arrestato, processato ed assolto per “difesa personale “. Decide quindi di dedicare la propria vita completamente alla Via del Karate. Così ricomincia, questa volta con il Maestro Kiyozumi, sempre nella Prefettura di Chiba. Questo posto viene scelto per lo sviluppo dell’elevazione spirituale.

Questa volta il suo allenamento è veramente estremo, quasi fanatismo: 12 ore al giorno, ogni giorno, nessuno escluso, sostando al freddo sotto le scintillanti cascate, allenandosi a rompere pietre di fiume con il solo ausilio delle mani, usando gli alberi come makiwara, saltando rapidamente tra le piante di lino centinaia di volte al giorno. Ogni giorno, oltre all’allenamento fisico, include un momento di studio degli antichi classici sulle Arti Marziali, sullo Zen e sulla filosofia.

Dopo 8 mesi riesce ad raggiungere una completa confidenza con se stesso ed il controllo della sua vita. Mai più avrebbe potuto essere così pesantemente influenzato dalla societa che c’era intorno a lui, siccome, è probabile, nessuna circostanza avrebbe potuto essere così traumatica.

Viene a sapere di un maestro di Okinawa, un certo Sokon Matsumura, combatte contro i tori. Nel 1950 Sosai (fondatore) Mas Oyama decide di mettersi alla prova e dimostrare la sua forza combattendo contro i tori. In tutto combatte contro 52 tori, tre dei quali vengono uccisi all’istante, ai restanti 49 rompe le corna usando solo il taglio della mano. Con questo non si vuole certo dire che sia stato facile per lui. Oyama amava ricordare il risultato del suo primo tentativo contro un toro infuriato. Nel 1957 in Messico, all’età di 34 anni, è stato quasi ucciso da un toro che lo infilzò alla schiena, anche se, in qualche modo, Oyama è riuscito a tirarlo a se e gli ha rotto le corna. Dovette rimanere a letto per circa 6 mesi a causa della gravità delle ferite riportate. Oggi, ovviamente, gli animalisti potrebbero avere qualcosa da ridire a proposito di queste dimostrazioni, malgrado quegli animali fossero comunque destinati al macello.

Nel 1952, si trasferisce negli Stati Uniti per un anno, dando dimostrazione del suo Karate dal vivo e sulla televisione nazionale. Durante gli anni successivi, riceve numerose sfide da pugili, thai-boxer, lottatori di wrestling, dominando su tutti, vincendo contro circa 270 diversi sfidanti. La maggior parte di queste persone vengono addirittura sconfitte con un solo pugno e i combattimenti non duravano più di tre minuti, in alcuni casi solo qualche secondo. Il suo principio di combattimento è semplice: se riesce ad arrivare fino all’avversario…”cosi sia”.

“Se ti colpisce ti rompe. Se blocchi un suo pugno alle costole, il tuo braccio si rompe o si sloga. Se non lo blocchi, la tua costola si rompe”. Arriva ad essere conosciuto come “La Mano di Dio”, “L’uomo più forte sulla faccia della terra”, una manifestazione vivente del più grande guerriero Giapponese Ichi Geki, Hissatsu o, ancora, “Un colpo, morte certa “. Per lui, quello era il vero scopo del Karate. L’eccessivo lavoro di gambe e le tecniche complesse erano secondarie, nonostante fosse conosciuto anche per la potenza dei suoi calci al viso.

E’ durante una delle sue visite negli Stati Uniti che Mas Oyama incontra Jacques Sandulescu, un gigante (190 cm. e 190 Kg. di muscoli), Rumeno che, un tempo, era stato fatto prigioniero dall’esercito Russo all’età di 16 anni e inviato a lavorare nelle miniere di carbone per due anni. I due arrivano ad essere amici per tutta la durata della vita di Oyama e Jacques rimane tutt’oggi un elemento di spicco della IKO KyokushinKaiKan.

Nel 1953 Mas Oyama apre il suo primo Dojo, un lotto di prato a Mejiro (Tokyo), ma l’apertura del suo primo vero Dojo avviene nel 1956 all’interno di uno studio da ballo, dietro la Rikkyo University, a 500 metri dall’attuale Quartier Generale (Honbu Dojo). Nel 1957 conta ben 700 iscritti, nonostante l’alta percentuale di rinunce dovute all’eccessiva durezza degli allenamenti.

Anche i praticanti di altri stili decidono di allenarsi quì, per il jissen kumite (combattimento a contatto pieno). Uno degli istruttori originali, Kenji Kato, disse che erano soliti studiare gli altri stili, per valutare la possibilità di adottare alcune tecniche che “avrebbero potuto essere utili in un combattimento reale”. Questo ha fatto si che il Karate di Mas Oyama si evolvesse, adottando tecniche proprie di altre Arti Marziali, senza chiudersi nel solo Karate tradizionale.

I praticanti del Dojo di Mas Oyama concepiscono il combattimento in modo molto serio, guardandolo prima di tutto come arte da combattimento. In questo modo si aspettano di colpire ed essere colpiti. Con poche restrizioni, i colpi alla testa diviengono una cosa del tutto normale. Prese, proiezioni, colpi alle costole diventano comuni. I combattimenti si ripetono finchè uno dei due combattenti non viene battuto. Gli infortuni in combattimento diventano una cosa quotidiana e la percentuale di abbandono cresce vertiginosamente (oltre il 90%). Vengono indossati dei do-gi non tradizionali ed è possibile indossare quello che si vuole.

Nel 1952, Mas Oyama tiene una dimostrazione alle Hawaii. Un giovane Bobby Lowe ha modo di assistere a questa dimostrazione e rimane stupefatto dalla potenza dimostrata da Oyama. Bobby Lowe, comunque, non era certo un novellino nelle Arti Marziali. Nonostante fosse abbastanza giovane, la sua conoscenza non era da meno dello stesso Mas Oyama. Suo padre era già da tempo un istruttore di Kung Fu, ed aveva partecipato in qualche combattimento quando aveva potuto. All’età di 23 anni, aveva il grado di Yodan nel Judo, Nidan nel Kenpo, Shodan nell’Aikido, ed era un temuto e rispettato boxer.

Non passa molto tempo prima che Bobby Lowe diventi il primo Kyokushin Uchi-Deshi, o “studente interno “, di Mas Oyama. Si allena quotidianamente con lui per circa un anno e mezzo. Successivamente Uchi-Deshi venne usato per dire “mille giorni dal principio”. Questi Uchi-Deshi venivano conosciuti come Wakajishi, o i “Giovani Leoni” di Mas Oyama e solo una piccola cerchia dei centinaia di praticanti venivano scelti ogni anno per il privilegio di allenarsi per tutto il tempo sotto la guida del Maestro.

Nel 1955 Mas Oyama riceve il suo 6° Dan da Gogen Yamagushi.

Nel 1957, Bobby Lowe ritorna alle Hawaii ed apre la prima Scuola di Oyama fuori dal Giappone. Mas Oyama incontra e allena Duke Moore e Donald Buck (Don Buck) un fortissimo Judoka e Boxer. Dopo un lungo periodo di addestramento, Oyama conferisce loro l’incarico di insegnare il Kyokushin. Don Buck apre il suo primo Dojo a Divisedero (San Francisco). L’8 Settembre del 1960, Mas Oyama si reca a San Francisco e promuove Duke Moore a Shodan e Don Buck a Yodan. Don apre il suo Dojo personale, riceve la carica di responsabile e apre un altro Dojo a San Clemente (San Francisco).

Nel 1961 Mas Oyama apre il suo Dojo a Los Angeles, il Los Angeles Dojo.

Nel Gennaio del 1964, cinque fortissimi Thai Boxers della Thailandia sfidano il Dojo di Mas Oyama. Il Dojo di Oyama ne esce vincitore con tre incontri vinti su cinque.

Nel Luglio del 1966 viene fondata la IKO per il Nord America, nel 1968 per l’Europa, nell’Agosto dello stesso anno per il Medio Oriente e nell’Ottobre quella per il Sud Pacifico. Nel Febbraio del 1969 viene fondata l’IKO per il Sud Africa, in Aprile quella per il Sud-Est dell’Asia.

Nel 1969 organizza il 1° KyokushinKai All Japan Karate Tournament.

Nel 1970 Mas Oyama tiene la Prima Conferenza IKO per gli Stati Uniti a Los Angeles. Presidente Tadashi Nakamura, Vice Presidente Stephen Senne.

Nel Giugno del 1971, il Dojo di New York diventa la sede principale per gli Stati Uniti.

Nel 1972 organizza la seconda edizione del campionato mondiale World Union Karate-Do Organization (W.U.K.O.) a Parigi.

Nel Febbraio del 1973, Mas Oyama arriva negli Stati Uniti incontrando i responsabili dei vari Dojo, riuniti per l’occasione nel Dojo di Don Buck. In questa circostanza Oyama li incoraggia ad inviare i loro migliori combattenti al 1° Campionato Mondiale di Karate Open.

Nel 1974 Mas Oyama riceve il grado di 9° Dan dai più importanti responsabili dell’organizzazione sparsi in tutto il mondo. Stephen Senne riceve il 4° Dan da Mas Oyama e Don Buck.

Nel 1975 si tiene il 1° Campionato Mondiale di Karate Open.

Nel Settembre del 1989, Mas Oyama nomina Don Buck come Presidente della IKO per gli Stati Uniti.

L’attuale Honbu Dojo è stato aperto nel Giugno del 1964, quando il termine Kyokushin, che vuol dire “Estrema Verità“, venne adottato. Da allora il Kyokushin ha continuato ad espandersi in più di 120 paesi, contando attualmente oltre 12.000.000 di iscritti, divenendo una delle più grandi organizzazioni di Arti Marziali nel mondo. Fra le più conosciute Cinture Nere del Kyokushin, ci sono Sean Connery (1° Dan onorario), Dolph Lundgren (3° Dan) – il russo “cattivo” in Rocky IV – e il Presidente del Sud Africa Nelson Mandela (8° Dan onorario).

Tristemente, Sosai Mas Oyama muore a causa di un cancro al polmone (come non fumatore), all’età di 70 anni il 19 Aprile del 1994, nominando il poi 5° Dan Akiyoshi Matsui (attualmente 8° Dan) a capo dell’organizzazione. Questa scelta ha generato diverse ramificazioni all’interno del mondo del Kyokushin, sia politiche che economiche, che, tutt’ora, non sono state risolte. Alla fine, il risultato è stato una frammentazione incontrollabile del Kyokushin, molto simile a quello che è stato per altre Arti Marziali. Ogni gruppo asserisce di essere il solo e unico erede del Kyokushin di Mas Oyama sia a livello spirituale che finanziario. Qualcuno ha persino detto che il Kyokushin non può continuare ad esistere senza Mas Oyama. Resta certo che tutti i gruppi del Kyokushin dovranno, comunque, mantenere gli standard posti dal grande Mas Oyama.

C’è anche chi pensa che una frammentazione del Kyokushin potrebbe essere un fatto positivo: prima o poi in tutte le buone famiglie, i figli dovranno andarsene dalle case dei loro genitori e formare le proprie famiglie. Forse alcuni dei gruppi distaccati rimarrano fedeli ai principi del Kyokushin. Altri, invece, utilizzerano questi principi per favorire lo sviluppo di un loro stile basato sul Kyokushin.

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